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2 settimane fa
Milo De Angelis

ma poi improvvisamente allontana il papà


Si mette nella posizione, nasconde
la ferita, ricomincia («vienimi ancora dentro»)
e poi ascolta il rumore del fiume
a pochi centimetri dall’acqua
tra elegia e decisione, ha conosciuto qualcosa

sì le cosce
quelle cosce mi stringevano, erano potenti e lunghe
soffocavano, eppure non volevo tirarlo fuori
era durissimo
ma poi dicevo «perdonami questo amore che
e già un’azione»

la pazzia
di una chiarezza, vedere di persona, mettere in comune
queste cose
non sono il luogo di una storia generale, non
si incontreranno mai e non non

la bambina corre con le braccia tese
dentro il lupo
il termometro entra nell’ano,
gli scalini sono sempre di più, il montebianco
ma poi improvvisamente allontana il papà
e nasce la grande quiete, dentro la quiete
dentro la quiete

è immersa nell’aria, non fa nessun movimento
se non si muove l’aria
penetra fino in fondo, tocca la sua parete,

lei urla
la precauzione, l’angoscia, l’incredibile
di interrompere
mentre
ma poi la quiete, improvvisamente, diceva
nella quiete miracolosa «lascia che decidano
le stelle»

guardale, fa’ ogni cosa, entra, vivi pure

loro
loro perdoneranno.
 

Milo De Angelis, All’incrocio di ed…

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2 settimane fa
Massive Attackaudio

Massive Attack, Karmacoma

(Fonte: sukforhonesty, via avereoessere)

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2 settimane fa
Jacques Rigaut

C’è gente che fa soldi, altri fanno i matti, ed altri ancora dei figli. C’è chi fa dello spirito. C’è chi fa l’amore, e chi fa pena. Da quant’è che cerco di fare qualcosa! Non c’è niente da fare: non c’è niente da fare.
 

Jacques Rigaut

(insalatadiparole)

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Photo
2 settimane fa
Tatyana Plotnikova
photo
Tatyana Plotnikova ^

(insalatadiparole)

Tatyana Plotnikova ^

(insalatadiparole)

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2 settimane fa
Milo De Angelis

Fuori c’è la storia,
le classi che lottano.
Cosa fare dunque una volta per tutte
rifiutando il mondo
accettandolo al mattino
(“Era vero, sai, era profondo
il litigio con lei. Ma c’era un solo letto
e prevalsero i corpi”).
C’erano i confini
biologici e le grandi leggi del profitto.
Perciò inventò gli dei e l’interiore.
Alla sera, durante l’erezione
pretese anche un destino
(“dove sei stata
per tutta la mia vita?”).
 

Milo De Angelis, Un perdente

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3 settimane fa
Pier Vittorio Tondelli

Ma io volevo baci larghi come oceani in cui perdermi e affogare, volevo baci grandi e baci lenti come un respiro cosmico, volevo bagni di baci in cui rilassarmi e imparare finalmente i suoi movimenti d’amore.
 

Pier Vittorio Tondelli, BIGLIETTO N. 20: OTTAVA ORA DELLA NOTTE E.R.

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1 mese fa
musicMichel Legrand

Michel Legrand, Django

(Fonte: kinoaida, via hollywoodparty)

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2 mesi fa
Karen Alkalay-Gut

Stile.


Con tacchi alti che mi collocano il culo
ad altezza cazzo come una gatta
in calore che allunga le zampe
per soddisfare chiunque venga
e capelli ricci per farti venire in mente
cosa puoi trovare
giù in basso mi umetto le labbra
in predisposizione labiale
ombreggio gli occhi per quel sottomesso
sguardo orgasmico
e dico
mi vesto
per apparire
presentabile.
 

Karen Alkalay-Gut, Stile

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2 mesi fa
Pier Vittorio Tondelli

sei tu che confondi l’amore con la vita


Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quest’abbraccio e non chiedere altro perché la sua vita è solo sua e per quanto tu voglia, per quanto ti faccia impazzire non gliela cambierai in tuo favore. Fidarsi del suo abbraccio, della sua pelle contro la tua, questo ti deve essere sufficiente, lo vedrai andare via tante altre volte e poi una volta sarà l’ultima, ma tu dici stasera, adesso, non è già l’ultima volta? Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quando ti cerca in mezzo alla folla, fidarsi del suo addio, avere più fiducia nel tuo amore che non gli cambierà la vita, ma che non dannerà la tua perché se tu lo ami, e se soffri e se vai fuori di testa questi sono problemi solo tuoi; fidarsi dei suoi baci, della sua pelle quando sta con la tua pelle, l’amore è niente di più, sei tu che confondi l’amore con la vita.
 

Pier Vittorio Tondelli, BIGLIETTO N. 8: OTTAVA ORA DELLA NOTTE M.S.

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2 mesi fa
collage

(vai. puoi sempre andare, non chiedermi piu’ il permesso. di niente
mi hai gia’ sposato, come puoi cedermi piu’ di cosi’?
quanti pompini hai fatto questa settimana, amore? non voglio nomi o descrizioni liriche sul dove, sul quando o su come erano i loro cazzi, se ti hanno sfondato la gola o si sono lasciati leccare, se sia stato sempre lo stesso uomo, o diversi, o piu’ d’uno allo stesso tempo. solo un numero, secco.
sono cazzi oliati di umori di fiche umorose. affondati nella tuo bocca forzata. dita che ti aprono il culo. e i tuoi occhi stupiti. e io che ti dico ti voglio
ho una voglia di scoparti che non t’immagini.
non posso. avrei potuto prima, il cazzo entra fino in gola, me ne frego dei tuoi sussulti, ti scopo la bocca come una fica.
ti sei ripresa i miei sogni e il mio cazzo.
superfluo aggiungere che ti ho allucinato in ogni chioma bionda che ho visto dirigersi verso le tribune)

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Video
2 mesi fa
Francesca Woodmanphoto


Francesca Woodman, untitled (New York, 1979)

(Fonte: photolet)

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2 mesi fa
Bernard Noël

Geometria


piovono farfalle di lingua
sul bordo di chi piange miseria
oh pura pioggia dalla punta piantata
mentre la pelle si rimesta
il bel paese diventa febbrile
mani che precipitano da ogni parte
e le labbra si moltiplicano
il Tu rintana la sua apertura
in mezzo al boschetto ardente
qui il fuoco è una crema
che imburra anche il pensiero
tutta la carne è burrificata
a bocca che reclama ancor di più
 

da Bernard Noël, Les plumes d’Eros

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: due si guardano l’un l’altra
fino a diventare irreali
poi

chiudono gli occhi

e si guardano l’un l’altra
fino a diventare irreali

poi
mettono da parte i corpi,

e si sognano l’un l’altra
fino a diventare tanto reali
da svegliare
due che si guardano
 

Ulalume González de León, Atto d’amore

(via kite62)

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2 mesi fa
tu

turmoils:

(…) è desiderio di te. Pura volizione, slancio irrazionale. Compulsione, aggregato di bisogni primari, bestiali. Farti male, per esempio, lacerarti, punirti e condannarmi alla massima pena: ritenermi custode della tua carne. Poterne disporre come il cavaliere della propria giumenta. Si, ormai sei un animale, senza sesso. E’ questo che voglio, non ho pietà per la tua carne, né per ciò che senti. Potrei lasciarti andare via, saresti trattata senza considerazione, sbattuta in un crocicchio, montata, ricoperta di bave, amata da cazzi qualsiasi; e ti piacerebbe, so bene che coltivi questo sogno di degenerazione psichica, il masochismo della femmina-oggetto che si richiama alla dominazione del sadico. Per inciso, ci sarebbe da discutere a questo proposito, ma non è ciò che mi serve. Ti ho lasciata giocare in questi mesi, ti ho osservata muoverti, ti ho concesso il tuo spazio e come un padre ho controllato a distanza ogni azione affinchè non ti facessi troppo male. Ora non mi monta più il cazzo questo rapporto. Puoi andartene subito, al termine di questa lettura, oppure decidere di servirmi. Sarai la mia donna e saremo lealmente l’uno dell’altra. Chiuderai ogni rapporto fuori misura. Mi dirai tutto quello che ancora non so e che dunque hai confessato a un uomo che ha compassione di te, un uomo misero come sei stata misera tu. Puoi scegliere di avere fiducia, di abbandonarti. L’alternativa è un qualsiasi crociccio che puzza di piscio, dove buttarsi come carne ai vermi. Per mio conto non dirò più nulla.

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2 mesi fa
Arsenij Tarkovskij

Sono in viaggio, io ora sono una stella.
Io ti ho dimenticato per sempre.
Sono una stella – sorellina dell’aurora,
non vorrò nemmeno venirti in sogno.
Di te non mi importa più nulla.
Telefonami tra trecento anni.
 

da Arsenij Tarkovskij, Catalogo delle stelle

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