Febbraio 2012
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[Se Dio ti viene in bocca, lo chiameresti amore?]
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Andremo a cavalluccio come quand’eravamo piccoli come quand’eravamo grandi. Volare dentro un aeroplano volare dentro un letto. Non chiavo volentieri all’aria aperta non mi riesce di allargare le gambe. E poi mi si strusciano sopra i bruchi Su questo modo di chiavare uscirà un numero speciale dell’edizione della sera il Giornale popolare ne tratterà un...
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Io ti scrivo tu mi pensi.
io tu tremante mi seduci mi assorbi ti contendo ti rischio ti scalo mi sfiori ti navigo ma tu mi agiti mi sfiori mi racchiudi tu io carne cuoio pelle e morso tu io slip nero tu io ballerine rosse e quando tu niente tacchi alti sui miei sensi tu i coccodrilli tu le foche tu le affascini mi copri ti scopro t’invento talvolta ti abbandoni — da Ghérasim Luca,...
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Non a caso la donna innamorata, accaldata, linfante, si glorierà di questa antica parola corporativa [troia, ndb] e ti dirà, nel momento supremo, fastigioso, quando si allentano i nessi del vivere secondo paradigma - e allora i simboli svaniscono lasciando soltanto la realtà reale - ti dirà di sentirsi puttana [troia, ndb]. Ma per intanto il coito si è ridotto, per la stragrande maggioranza...
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Vuoi la mia pancia per nutrirti Vuoi i miei capelli per il tuo piacere Vuoi la mia schiena i miei seni la mia fica rasata Vuoi che muoia lentamente lentamente E che morendo io sussurri parole di bimba — Joyce Mansour, Grida
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Avremmo potuto accoppiarci nel momentaneo monopolio di un letto strapparci la carne l’una all’altro al tavolo della comunione profana dove si versa vino su labbra promiscue avremmo potuto dar vita a una farfalla con le notizie del giorno stampate a sangue sulle ali — Mina Loy, Poesie per Joannes ▪
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Se ti parlo è per sentirti meglio Se ti sento sono sicuro di comprenderti Se tu sorridi è per travolgermi completamente Se tu sorridi io vedo il mondo intero Se ti abbraccio è per estendermi Se viviamo sarà un continuo di piacere Se ti lascio ci ripenseremo Lasciandoti ci rincontreremo — Paul Éluard, Certezza
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Sola.
Lei s’arrende Nelle estremità del corpo Dove regna l’inganno Tutto è pesante e tutto scivola Il suo corpo flesso nell’ossessione Lei non ha volto Né sesso che si veda Lei è sola nel suo viaggio Senza altra guida che la sua fica. — Jean-Marc Debenedetti - Elle s’abandonne (Dans la neuf du passeur)
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Preferisco
L’assenza di perifrasi -diceva- annienta la poesia. E sia. Preferisco il tuo corpo. — Yannis Ritsos
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il desiderio bestiale.
Il desiderio, sì, sempre. A lui solo possiamo affidarci come al grande portatore di chiavi. E come non si può paragonare la libertà all’impulso di fare tutto ciò che si vuole, così credo inutile distinguere questo desiderio da certe forme di appetito bestiale. Anche sotto l’aspetto angosciato che riveste in Sade, riconosciamo, per onorarlo nella sua grandezza, il desiderio pienamente...
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Non i sogni sono folli, folle è la veglia
Ti ringrazio, cuore mio: mi sono svegliata di nuovo e benché sia domenica, giorno di riposo, sotto le costole continua il solito viavai prefestivo — da Wislawa Szymborska, Al mio cuore, di domenica
Gennaio 2012
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Le mie iniziali non sono su un ferro da marchio. Sto qui in piedi, scarpe sporche & jeans stinti, a sudare il mio sudore d’uomo. Nella mia pelle, amandoti, sono questo spazio in cui il mio corpo crede. — da Yusef Komunyakaa, Stato innaturale dell’unicorno
(nuovamente un acquazzone di gioia la mia fica. ndb)
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Labbra acide e lussuriose Labbra che sanno di cera Lobi imbronciati umidi sulfurei Roditori rimatrici ferite cuscini risate Mi sciacquo la pelle in questa morbida cava Presto le mie insenature ai morsi e alla mimica La morte ringrazia quando le mascelle si chiudono il cronometro dell’amore non funziona Solo un bacio può aiutarmi a vivere Solo il tuo cazzo mi può impedire di partire...
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Non spezzarmi
Ti lacero come la bufera il bosco. Devi gemere e stormire. Bada: è un combattimento. Non spezzarti, perché le mie lacrime amare non sgorghino sul tuo tronco mutilato. Il desiderio prosciuga, come la calura il ruscello. L’amore scaturisce sempre più dal profondo. Non vorrei calare, perché le tue amare lacrime non formino nel tuo grembo sfrenato un mare. — Attila József, Ti...
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questione di chimica ▪
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Lei che odiava i falliti, ma qui non ironizza più ormai dentro, con il suo uomo che a casa le salta sopra, o con la vergogna di prima – spiegava – ballando tra le luci rosse con la folla d’avanspettacolo che nel tram, pigiata, preme ancora quelle cosce (ma quali?) e qui la felicità, l’incredibile facilità del racconto (le sue “queste”?) contro la verità che ieri si sarà detta da sola,...
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Perdersi.
Se è necessario, potrei dire che, nell’erotismo, IO mi perdo. Indubbiamente, una situazione tutt’altro che privilegiata. Ma la volontarietà della perdita implicita nell’erotismo, è flagrante: nessuno penso ne dubiterà. — Georges Bataille, L’erotismo ▪
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Tesoro Imparerò ad espormi impudica all’alba sciolta da ogni ghiaccio. Sto possedendo i giorni con un languore che diverrà bagnato forse nel coito d’un sogno. Lo inseguo con le carezze. Le dita della fantasia si contraggono in una apertura sempre più insidiata da te. Tua — Vitaldo Conte, Possessione ▪
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(solo) cose bianche.
Bianco assoluto. Bianco oltre ogni candore. Bianco avvento di bianco. Bianco senza compromessi, per esclusione, per assoluta estrazione del non-bianco. Bianco pazzesco, esasperato, urlante di candore. Fanatico, impetuoso, setaccio per la retina. Bianco elettrico insopportabile, assassino implacabile.
Bianco che eiacula bianco. — Henri Michaux, Lo spazio interiore
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E il piacere sommerse tutto.
La sua volontà era di riempire al massimo la distanza che si era formata tra il proprio corpo e quello che lei gli ordinava di fare, quello che lei non voleva fare e quello che faceva fa continua a fare e quello che la ferisce pur colmandola di un piacere ambiguo eppure reale. iochecosa non parla di masochismo. il piacere sommerse tutto. un giorno il piacere sommerse tutto e non restò niente...
Sarei stata una buona madre.
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Crudele
Il latte materno e la paterna eredità. La mia sete di vita e sapere di morire. L’andare alla donna, l’inclinazione alla parola. La gemma di purezza e come lentamente dissecca. Il fuoco di paglia e il lucignolo ardente. Rivolta, che batte sulle leggi. L’atroce bandiera nel fumo di piombo. Bile, inghiottita nel ventre dell’ingordo. Gli statuti del caso esemplare. La mia gola, mai paga. La...
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Come una sposa
Giaceva sul cuscino insanguinato la bionda nuca di una donna bianca. Sulla sua chioma infuriava il sole e la leccava sulle chiare cosce, s’inginocchiava sui seni un po’ scuri non deformati da vizio e da prole. Un negro a lei vicino : per il calcio di un cavallo gli occhi e la fronte spappolati. Del piede sinistro suo sudicio due dita gl’infilava ...
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– E’ tutto così semplice, si, era così semplice, è tale l’evidenza che quasi non ci credo. A questo serve il corpo: mi tocchi o non mi tocchi, mi abbracci o mi allontani. Il resto è per i pazzi — Patrizia Cavalli
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mit dank an rené char
questo formicolio nella gamba questo desiderio che né semina né raccoglie soltanto ubbidisce che aderisce a se stesso si crea completamente come credente come assoluto, genu- flessione grammaticale. lì di tanto in tanto ci stendiamo ma solo i giovani rapiti cuocenti nel loro brodo sanno tracciare la lettera iniziale della verità: un sorriso, inaspettato. sono senza preoccupazioni lì sul...
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XVII Occhi che, ritenendo d’inventare il giorno, avete destato il vento, cosa posso per voi, io che son l’oblio? Yeux qui, croyant inventer le jour, avez éveillé le vent, que puis-je pour vous, je suis l’oubli. — René Char, À la santé du serpent (1954)
(trad. Mangone; 2012)
La vampa della promessa ovunque
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non mi volere e non me ne volere siamo scale, scalini, a chiocciola così ci avvinghiamo, ci annodiamo sul pentagramma così tu pensi a me più in basso di te ma sei soprano tra i miei pensieri, tu e corri corri fino a concorrere alla costruzione non d’un amore, no, ma di quel personaggio proverbiale, che inevitabile s’avvita fino a non aver tema né timore d’ un tema a caso, facciamo: del ritorno ...
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Dimentichiamo le parole, le parole: le tenere, capricciose, violente, le soavi di miele, quelle oscene, le febbrili, le affamate e assetate. Lasciamo che il silenzio dia un senso Al pulsar del mio sangue nel tuo ventre; che parola o discorso mai potrebbe dire amore nella lingua del seme? — José Saramago, le parole d’amore
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private affairs
Che fine ha fatto Babsi Jones? Lei ora combatte un’altra guerra. La sua. Quella che è sempre stata, La sua. “Lasciatela”.
(Ché io alle coincidenze non ci ho mai creduto e pure quel che ho letto di lui mi ha schiantata. ndb)
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Sono una donna, e senza condizioni
Io non sono una donna. Sono una cosa neutra. Sono un bimbo, un paggio e una decisione ardita, sono un raggio ridente di sole scarlatto… Io sono una rete per tutti i pesci voraci, sono un calice a onore di tutte le donne, sono un passo verso il caso e la rovina, sono un salto nella libertà e nel sé… Io sono il sussurro del sangue nell’orecchio dell’uomo, sono una...
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