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SCRIVIMI

: due si guardano l’un l’altra
fino a diventare irreali
poi

chiudono gli occhi

e si guardano l’un l’altra
fino a diventare irreali

poi
mettono da parte i corpi,

e si sognano l’un l’altra
fino a diventare tanto reali
da svegliare
due che si guardano
 

Ulalume González de León, Atto d’amore

(via kite62)

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5 mesi fa
tu

turmoils:

(…) è desiderio di te. Pura volizione, slancio irrazionale. Compulsione, aggregato di bisogni primari, bestiali. Farti male, per esempio, lacerarti, punirti e condannarmi alla massima pena: ritenermi custode della tua carne. Poterne disporre come il cavaliere della propria giumenta. Si, ormai sei un animale, senza sesso. E’ questo che voglio, non ho pietà per la tua carne, né per ciò che senti. Potrei lasciarti andare via, saresti trattata senza considerazione, sbattuta in un crocicchio, montata, ricoperta di bave, amata da cazzi qualsiasi; e ti piacerebbe, so bene che coltivi questo sogno di degenerazione psichica, il masochismo della femmina-oggetto che si richiama alla dominazione del sadico. Per inciso, ci sarebbe da discutere a questo proposito, ma non è ciò che mi serve. Ti ho lasciata giocare in questi mesi, ti ho osservata muoverti, ti ho concesso il tuo spazio e come un padre ho controllato a distanza ogni azione affinchè non ti facessi troppo male. Ora non mi monta più il cazzo questo rapporto. Puoi andartene subito, al termine di questa lettura, oppure decidere di servirmi. Sarai la mia donna e saremo lealmente l’uno dell’altra. Chiuderai ogni rapporto fuori misura. Mi dirai tutto quello che ancora non so e che dunque hai confessato a un uomo che ha compassione di te, un uomo misero come sei stata misera tu. Puoi scegliere di avere fiducia, di abbandonarti. L’alternativa è un qualsiasi crociccio che puzza di piscio, dove buttarsi come carne ai vermi. Per mio conto non dirò più nulla.

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5 mesi fa
Arsenij Tarkovskij

Sono in viaggio, io ora sono una stella.
Io ti ho dimenticato per sempre.
Sono una stella – sorellina dell’aurora,
non vorrò nemmeno venirti in sogno.
Di te non mi importa più nulla.
Telefonami tra trecento anni.
 

da Arsenij Tarkovskij, Catalogo delle stelle

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6 mesi fa
Lawrence Ferlinghetti

Vieni dormi con me e sii il mio amore
amore dormi con me
sdraiati con me
sotto il cipresso
nell’erba dolce
dove il vento giace
dove il vento muore
mentre la notte passa
vieni dormi con me
tutta la notte con me
e baciami fin che vuoi
e amami fin che vuoi
e lascia che le nostre anime si parlino
tutta la notte sotto il cipresso
senza fare l’amore
 

Lawrence Ferlinghetti, Partendo da San Francisco

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6 mesi fa
Bill Brandt
Bill Brandt - Campden Hill, London, 1978

Bill Brandt - Campden Hill, London, 1978

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6 mesi fa
Dorothy Porter

non ti ho mai detto che


ho il delirium tremens da violenza

mentre tu stai tra le mie braccia
dandoci dentro

vorrei dire

non posso venire
parliamo, invece
perdio, amami un po’

non ci riesco

vorrei dire
 

da Dorothy Porter, La maschera di scimmia

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6 mesi fa
Simon Armitage

Mi dolgo e non poco quando penso
a tutto ciò che di male ho fatto in vita mia.
Non ultima la volta in cui nel laboratorio di chimica
ho preso un paio di forbici per le lame
e ho tenuto l’impugnatura
sulla viva fiamma lilla di un becco Bunsen;
poi ti ho chiamata e te le ho allungate.

O il tanfo senza pari di pelle marchiata
mentre infili il pollice e il dito medio
senza riuscire a liberarti da quegli anelli roventi. Segnata,
disse il dottore, per l’eternità.

Ti prego di non credermi quando dico
che non era che il mio modo maldestro, tredicenne
di chiederti in sposa.
 

da Simon Armitage, L’omino verde

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7 mesi fa
Roberto Bolaño

Camminavo, sudato e coi capelli incollati / al volto / quando vidi Ernesto Cardenal che veniva / in direzione opposta / e a modo di saluto gli dissi: / Padre, nel Regno dei cieli / cos’è il comunismo, / c’è posto per gli omosessuali? / Sì, egli disse. / E per i masturbatori impenitenti? / Gli schiavi del sesso? / I burloni del sesso? / I sadomasochisti, le puttane, i fanatici / dei clisteri, / quelli che ormai non possono più, quelli che davvero / ormai non ce la fanno più? / E Cardinal disse sì. / Ed io sollevai lo sguardo / e le nuvole sembravano / sorrisi di gatti lievemente rosati / e gli alberi che punteggiavano la collina, / (la collina che dobbiamo salire) / agitavano i rami. / Gli alberi selvaggi, come dicendo / un giorno, più presto che tardi, devi giungere / alle mie braccia gommose, alle mie braccia sarmentose, / alle mie braccia fredde. Una freddezza vegetale / che ti farà rizzare i peli.
 

Roberto Bolaño, Ernesto Cardenal y yo

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7 mesi fa
Cornelie Tollens
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Cornelie Tollens, there are skies upon skies waiting to be explored I (2013)

Cornelie Tollens, there are skies upon skies waiting to be explored I (2013)

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7 mesi fa
Vladimir Majakovskij

Bambina!
Non ti spaurire
se sul mio collo taurino
seggono come un’umida montagna donne dal ventre sudato:
gli è che attraverso la vita io trascino
milioni di enormi casti amori
e milioni di milioni di minuscoli sudici amorucci.
 
Non ti spaurire
se ancora una volta
nell’intemperie del tradimento
mi stringerò a migliaia di vezzose faccine.
«Adoratrici di Majakovskij!»:
ma questa è davvero una dinastia
di regine salite al cuore d’un pazzo. 


Vladimir Majakovskij, La nuvola in calzoni

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7 mesi fa
Lang Lang

Lang Lang, Romance “O pourquoi donc” in E Minor, S. 169’ [Liszt - My Piano Hero, 2011]

(via grooviejazz)

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7 mesi fa
Joyce Mansour

Quale fallo suonerà la campana a morte
il giorno in cui dormirò sotto un coperchio di piombo
sciolta nella mia paura
come olive nel vaso
sarà freddo metallico e brutto
non farò più l’amore in una vasca da bagno smaltata
non farò più l’amore tra parentesi
o tra le labbra di giava di un prato a primavera
trasuderò la morte come una stilla amorosa
assalita da visioni d’ottobre
mi rannicchierò nel fango
 

Joyce Mansour, Quel Phallus

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9 mesi fa
Georges Bataille

un’allegria d’angelo è necessaria nelle angosce del piacere

Sei in preda al desiderio quando allarghi le gambe ed esibisci le tue parti sconce. E se pure tu smettessi di sentire questa posizione come proibita, presto il desiderio morirebbe, e con esso, la possibilità del piacere. Non cercando più il piacere, rinunciando a vedere in una illusione così evidente la guarigione dalle sofferenze e la via d’uscita, smetteresti di essere messa a nudo dal desiderio. Soccomberesti alla prudenza morale. Non resterebbe di te che una forma spenta, fuori dal gioco. Ti abbandoni alle fiamme del desiderio nella misura in cui l’idea del piacere ti inganna. Ora non devi più ignorare quale crudeltà ti è necessaria: senza una decisione di un’audacia ingiustificabile, non potresti sopportare la sensazione amara che ha l’assetata di piacere di essere la vittima della sua sete. La tua saggezza ti direbbe di rinunciare. Solo un moto di santità, di follia, può mantenere in te l’oscuro fuoco del desiderio che supera in tutte le maniere i furtivi bagliori dell’orgia. In questo dedalo risultante da un gioco in cui l’errore è inevitabile e deve essere sempre rinnovato, ti è necessaria nientemeno che l’ingenuità del fanciullo. (…) Lo sforzo smisurato che le circostanze ti richiedono e davvero estenuante, ma non hai il tempo di essere esausta. Cadendo in preda alla tristezza, non sarai che un relitto. Una singolare allegria, per nulla finta, per nulla falsa, un’allegria d’angelo è necessaria nelle angosce del piacere.
 

Georges Bataille, L’Alleluia

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10 mesi fa
Dara Scully
Dara Scully, The Vigil

Dara Scully, The Vigil

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1 anno fa
Irving Layton

Sbavo per le tue anche
flessuose, per le tue candide spalle.
Sono malato,
d’amore per te. Donna, oh donna,
fa’ che le nostre membra lavate formino
una perversa Stella di Davide
e coni di carne
Cythera tutta la notte
alla mia schiena canuta
 

da Irving Layton, Song for a late hour

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