< turmoils — E il piacere sommerse tutto.


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4 mesi fa
Christophe Marchand-Kiss

E il piacere sommerse tutto.

La sua volontà era di riempire al massimo la distanza che si era formata tra il proprio corpo e quello che lei gli ordinava di fare, quello che lei non voleva fare e quello che faceva fa continua a fare e quello che la ferisce pur colmandola di un piacere ambiguo eppure reale.
iochecosa non parla di masochismo.
il piacere sommerse tutto.
un giorno il piacere sommerse tutto e non restò niente della ferita o dell’ambiguità, niente tranne il reale e il piacere reale
– e l’autodistruzione.
un giorno il piacere sommergerà tutto.
non ci vedranno niente di nuovo (non c’è epigono di schiller che lo voglia). un po’ di tristezza. acqua salata da cambiare. la sua pelle appassita e per molto tempo.
checosa senza oggetto.
bisogna inventare i checosa senza di che c’è una storia, una finestra artificiale aperta sul mondo degli io.
e a iochecosa non piacciono le storie, solo le pieghe e il passaggio da una piega all’altra, la piegatura dei corpi che non si abbandonano né rimbalzano senza smettere di rimbalzare e rimbalzano (coda). e un giorno è finita e i loro corpi rimbalzano. nel momento stesso in cui rimbalzano e lei e lui rimangono spossessati dei propri rimbalzi.
questo ha scritto lei, e molte altre cose ancora, le farò scrivere
questo e iochecosa l’aiuterà a ricopiare sui margini, in svevo o in hindi, il carattere funzione del carattere suo di lei, e della sua prossimità con gli oggetti che loro hanno disposto nella stanza con lo spazio senza spazio in espansione, il suo popolo di checosa fragili pronto a trasformarsi in una cascata di indifferenze (iochecosa voleva scrivere differenze: metafora di questo specchio facile a sfuggir via – lui lo rompe, parla dice:)
sadness. inclusa nella parola la sua momentaneità.
 

da Christophe Marchand-Kiss, alter ego

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