Lei che
odiava i falliti, ma qui non ironizza più
ormai dentro, con il suo uomo
che a casa le salta sopra, o con la vergogna
di prima – spiegava – ballando tra le luci rosse
con la folla
d’avanspettacolo che nel tram, pigiata, preme
ancora quelle cosce (ma quali?)
e qui la felicità, l’incredibile
facilità del racconto (le sue “queste”?)
contro la verità
che ieri
si sarà detta da sola, tra il pettine
e lo specchio…
—
Milo De Angelis, Dopo il Segreto
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